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Metadati per il popolo 28.02.05 | Francesco | (filed under open-source, web-applications)

Una parola che si è diffusa nel web negli ultimi mesi è folksonomies: si tratta di un neologismo che sta ad indicare un “sistema di classificazione basato sull’uso condiviso dei metadati”.

Tag per tutti

Il concetto che sta alla base delle folksonomies è quello di dare la possibilità agli utenti di classificare i contenuti disponibili in rete, sia che si tratti di risorse di interesse comune come link a post o a siti, sia che si tratti di testi o foto che gli utenti stessi vogliono condividere. Le tipologie di contenuti che sono state per ora interessate da questo processo di categorizzazione sono appunto:

  1. bookmarks ( del.icio.us, Spurl, openBM );
  2. fotografie e immagini ( Flickr );
  3. post all’interno di weblogs ( Technorati ).

Se ne è scritto talmente tanto che è d’obbligo segnalare qualche link: per una introduzione all’argomento consiglio questo post in italiano o questo in inglese mentre su Wikipedia si può trovare una definizione ben articolata. Adam Mathes è l’autore di un breve saggio dal taglio più accademico ma comunque molto chiaro.

Pro e contro

La generale impressione che si ha navigando nei vari blog di web-design e architettura delle informazioni è che le folksonomies siano la “next big thing” ma non tutti sono di questo parere: su Louisrosenfeld.com si può leggere un post che si pone in maniera critica rispetto alla questione. Lo studio della categorizzazione/classificazione delle informazioni con è certo nata il mese scorso ed esistono sistemi molto più complessi progettati allo stesso scopo. Sistemi che trovano spesso applicazione all’interno delle biblioteche e che differiscono dalle folksonomies principalmente in quanto le categorie a disposizione sono predeterminate e studiate a tavolino da esperti di architettura delle informazioni in modo da adattarsi al meglio al contesto in cui saranno applicate. Un metodo così rigoroso ha vantaggi e svantaggi: da un lato è esente da equivoci nelle ricerche di informazioni, come più sinonimi che indicano una unica categoria (su Delicious si trovano ad esempio i tag “photo”, “photos” e “photography”) o parole che hanno più significati come “flash” che su Technorati può stare ad indicare sia post sul programma Macromedia, sia articoli di fotografia.
Dall’altro lato questo approccio metodico richiede un costo in termini di tempo e denaro maggiore. Il valore delle folksonomies sta invece proprio nel fatto che vengono costruite a poco a poco e volontariamente dagli utenti stessi per in modo da:

  1. poter ritrovare i contenuti archiviati;
  2. condividere le proprie risorse / contenuti;
  3. entrare a far parte della community del sito potendo più facilmente accedere a quello che inseriscono gli altri utenti.

Semplificare e uniformare

Una applicazione per Delicious che può sicuramente aiutare la razionalizzazione del processo di tagging e limitare l’inserimento di termini che possono creare confusione è il bookmarklet che si può trovare qui. Il form presente nella pagina crea un javascript da memorizzare nei bookmark che lancia una pop-up come questa.

Sotto ai campi di testo per l’inserimento dell’ url troviamo una lista dei tag più attinenti (recommended tags) fra quelli che l’utente ha già utilizzato in precedenza per definire altri indirizzi (your tags) e quelli che sono già stati utilizzati dagli altri utenti per classificare lo stesso indirizzo (popular tags). Questo ultimo gruppo di vocaboli è particolarmente importante perché può eliminare i dubbi sul termine più adatto da scegliere (photos o photo, webdesign o web-design) rendendo in tal modo la navigazione fra i tag più efficace.
Utilizzando questo bookmarklet quindi si velocizza e si semplifica la categorizzazione degli url (per inserire i tag basta cliccare su quelli già memorizzati) ma soprattutto si ottiene un buon compromesso fra lo spirito sociale delle folksonomies e la razionalità delle tassonomie classiche.

Update: siamo stati costretti a chiudere i commenti per questo post a causa del continuo comment spam che lo colpiva. Colgo l’occcazione per ringraziare tutti i siti che ci hanno linkati e in particolare Splinder.

link per approfondimenti

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